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Faida
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Per mwbwfaida (mwcaalto tedesco antico mwcqfehida, mwcgtedesco moderno mwcwFehde, in inglese mwdaFeud) si intendeva, nella mwdqstoria del diritto germanico, la possibilità per un privato, di ottenere soddisfazione per la lesione di un proprio diritto ricorrendo all'uso della forza.
Contents
• Storia
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Storia
L'esercizio della faida venne sottoposto a qualche limitazione già in età molto antica. Per esempio non si poteva condurre una faida contro chi si trovasse presso il re, o stesse andando da lui, o ne stesse venendo (la cosiddetta mweqKönigsfriede, in italiano mwegpace del re). Allo stesso modo non si poteva esercitare la faida contro chi si trovasse in mwewchiesa o in un mwfatribunale, o vi stesse andando o venendo.
Fino al mwfgXV secolo non fu possibile eliminare completamente la faida dal panorama giuridico, per cui si percorse la strada di istituire delle paci territorialmente e temporalmente limitate (i cosiddetti mwfwmwgaLandfrieden). Nel mwgq1235 mwggFederico II proclamò per la prima volta un mwgwLandfrieden generalizzato e senza limiti temporali per tutto il mwhaSacro Romano Impero.
Non si trattava però di una vera e propria abolizione. Piuttosto l'esercizio del "diritto di faida" veniva sottoposto a precise formalità: la faida doveva essere preceduta da un annuncio (lettera di faida, mwhgdissipatio), ed inoltre la faida doveva rispettare determinate categorie di persone: clerici, puerpere, malati gravi, pellegrini, mercanti e carrettieri che trasportavano merce, contadini e vignaiuoli al lavoro fuori delle loro abitazioni, oltre a chiese e sagrati.
Un'ulteriore limitazione fu introdotta dal clero, la cosiddetta mwiatregua Domini, tregua pacis Dei, per la quale per quattro giorni la settimana, da mercoledì sera fino al lunedì mattina non dovevano aver luogo faide. Tutto ciò non fu però molto efficace a porre limiti all'arbitrio dei potenti e alla crudezza del diritto del più forte.
Va all'imperatore mwigMassimiliano I il merito di aver promosso nella mwiwdieta di Worms del 1495 l'mwjaewiger Landfrieden ("Landfrieden perpetuo"), che comportava la rinuncia, in tutti i territori tedeschi, all'uso delle armi per la risoluzione delle liti. In questo modo veniva meno ogni tipo di faida, anche quelle sino ad allora consentite, e il ricorso alla faida veniva dichiarato violazione del Landfrieden. Questa decisione sancì il tramonto della faida come istituto giuridico. L'ultima faida segnalata che sfociò in un conflitto armato è quella, del mwjq1518, nata per questioni di tassazione, tra i nobili della città di mwjgHildesheim e il loro mwjwvescovo.
Nozione e caratteristiche
Secondo il diritto degli antichi mwkggermani, la tutela del diritto spettava in primo luogo al singolo, alla sua famiglia e al suo mwkwclan, e solamente in caso di necessità allo mwlaStato, ovvero all'intero mwlqpopolo o ai suoi capi e rappresentanti. Il danneggiato aveva il diritto di vendicarsi, e di dare inizio di propria mano ad una faida, così da costringere chi gli aveva procurato danno a espiare la propria colpa. Per questo, nella tradizione germanica, la faida rappresentava un autentico istituto giuridico. Ma poiché esso metteva in discussione la sicurezza del più debole rispetto al più forte, si faceva in modo di intervenire a favore del danneggiato qualora questi non volesse o non potesse avvalersi del suo diritto di faida. Chi aveva provocato il danno veniva portato di fronte ad un tribunale e costretto a dare soddisfazione al danneggiato. Generalmente tale soddisfazione consisteva nel pagamento di una determinata somma di denaro (mwlgguidrigildo), ed in questo modo si ripristinava la pace tra le parti. Nel regno dei mwlwLongobardi la sostituzione della faida con il guidrigildo venne sancita con l'mwmaEditto di Rotari (mwmq643).
La differenza sostanziale rispetto agli ordinamenti giuridici odierni, è che il ricorso a una procedura di tipo processuale era facoltativo ed alternativo alla possibilità di tutelare il proprio diritto autonomamente, facendo anche uso della forza che in questo caso era considerato pienamente legittimo - a differenza degli ordinamenti moderni - che vietano comunque l'uso della forza e della violenza come strumento di riparazione. La faida si differenziava anche dalla mwmwlegittima difesa: quest'ultima consiste nell'impedire, anche con l'uso della forza, un danno imminente a beni o alla persona; la faida nasceva per ottenere soddisfazione per un danno a beni o alla persona che era già intervenuto. Le faide potevano riguardare due individui, ma talvolta coinvolgevano interi territori o grandi città, e, esteriormente, diventava impossibile distinguere questo tipo di "giustizia privata" da una mwnaguerra vera e propria, con eserciti in marcia, battaglie, devastazioni e saccheggi.
Bibliografia
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• T. Vogel, mwtaFehderecht und Fehdepraxis im Spätmittelalter; 1998
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itfaida, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaFederico Patetta, FAIDA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefdizionario-di-storiafaida, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) feud, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefdssi17152Faida Izzeli-Gruoba, in Dizionario storico della Svizzera.
• mwya(DE) la faida di Hildesheim, su ev-kirche-hildesheim-sarstedt.de. URL consultato il 7 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2011).